Mostra Memoria: percorsi che dalla mente arrivano al cuore

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Della realizzazione e degli obiettivi della mostra La Biblioteca Centrale per il Giorno della Memoria, inaugurata ieri e visitabile fino al 7 febbraio all’interno del Palazzo della Giustizia di Piazza Cavour a Roma, abbiamo parlato con Mario Di Iorio, direttore della Biblioteca Centrale Giuridica, e Maria Casola, capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia.

“Innanzitutto voglio ringraziare la dottoressa De Cesare e tutto lo staff della Biblioteca Centrale Giuridica – esordisce Di Iorio – perché il contributo ideativo e di realizzazione è soprattutto loro. L’idea è nata a ridosso del 75° Anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, ragionando su come restaurare e tutelare riviste che giacevano in un cattivo stato di conservazione. Alcune di queste contengono interessanti elementi artistici, di tipico stampo futurista”.

“L’articolazione della mostra in tre momenti – prosegue il direttore della Biblioteca Centrale Giuridica – ha una valenza specifica. Nella prima, si affronta il periodo precedente la promulgazione delle leggi razziali, partendo dall’epoca della legislazione coloniale in Africa che, già in sé, è una rappresentazione in piccolo dell’idea della superiorità della razza italiana. Da lì, attraverso i testi esposti, si arriva alle vere e proprie leggi razziali promulgate nel ’38, di chiara connotazione antisemita. La seconda sezione, intitolata Epurazione dall’Università, ha invece un’altra impostazione perché si indaga più dal punto di vista ‘umano’ sull’attività – lavori, monografie e pubblicazioni – di quei giuristi allontanati dalla vita della collettività in quanto ebrei. Per fare solo qualche nome: Tullio Ascarelli, padre del diritto commerciale e industriale italiano; Federico Cammeo, uno dei fondatori del diritto amministrativo; Edoardo Volterra, nume del diritto romano, che sarà giudice della Corte costituzionale repubblicana; Ugo Forti, che è stato il maestro di Aldo Mazzini Sandulli, amministrativista di spicco (e a sua volta futuro presidente della Corte Costituzionale). La terza parte, documenta infine quanto accaduto nella magistratura, attraverso tre biografie di magistrati epurati dal regime”.

“Anche la scelta della location – conclude Di Iorio – è di grande valore simbolico. Ci troviamo nella sede della più alta magistratura italiana. L’Uguaglianza e i Principi Costituzionali non sono solo scritti sulla Carta, ma rappresentano qualcosa di cui abbiamo sempre memoria”.

Anche Maria Casola si congratula per l’ottimo risultato raggiunto: “Il merito dell’iniziativa, lo slancio degli ideali è del personale della biblioteca – dice il capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia -. Hanno fatto molto di più di quelli che sono i loro doveri di servizio”. E aggiunge: “Papa Francesco nei giorni scorsi sottolineava come l’indifferenza sia inammissibile: è doveroso non dimenticare. Il valore di questo momento di ricordo che qui si concretizza è, tra l’altro, realizzato attraverso la scienza, in modo anche molto asettico. Il libri parlano da soli e attraverso di essi si ha un impatto diretto di ciò che è accaduto”.

“Ma non si tratta solo di un lavoro di riesumazione di testi – precisa Casola -, ma anche di trovare delle corrispondenze tra le cose che ripropongono temi molto attuali, basti pensare al pericolo di certa propaganda fatta con una comunicazione continua e sofisticata che immette determinati valori nella popolazione. È innegabile come il comune sentire possa essere manipolato nel tempo, con una divaricazione rispetto alla realtà che poi diventa realtà essa stessa.”

“La diretta percezione di quanto è accaduto si coglie attraverso i titoli, le immagini, le copertine – conclude il capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia -. Non servirebbe nemmeno entrare nel merito dell’articolo… Immediatamente si ha un forte impatto e sembra impossibile. Pensavo ai grandissimi giuristi, molti dei quali autori dei testi su cui abbiamo studiato. A volte penso ci sia stata un po’ di disumanizzazione, passatemi il termine. Il contributo scientifico di questi grandi personaggi forse è stato un po’ edulcorato dal loro vissuto. Qui, di fronte a queste storie, si prova un’emozione che è difficile far uscire da un testo giuridico. È un percorso che muove dalla mente e arriva al cuore”.