Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti / 11 “Cronisti in Opera”
20 Agosto 2026
La redazione di gNews entra in carcere pubblicando gli articoli più significativi delle testate giornalistiche redatte e prodotte dentro i penitenziari: sono 37, in altrettanti istituti.
Il trimestrale “Cronisti in Opera”, registrato in tribunale nel 2022, è scritto nella casa di reclusione di Milano Opera da un gruppo di persone recluse che frequentano il laboratorio ‘Leggere Libera-mente’, fondato e diretto da Barbara Rossi. La rivista ha un direttore responsabile, Stefano Natoli, e due vicedirettori, Giuliana Licini e Pierangelo Soldavini. Il giornale viene distribuito all’interno del carcere, e copie digitali vengono inviate anche ad associazioni, scuole di giornalismo, singoli giornalisti e a tutti coloro che sottoscrivono un abbonamento.
Tutti i numeri sono disponibili sul sito ‘Leggere Libera-Mente’ dell’associazione culturale Cisproject.
L’ultimo numero del trimestrale qui
La misura del buio
Quei gesti di prossimità che ci fanno sentire umani
di Mirto Milani
Si dice spesso che la vita, in qualsiasi contesto ci riserva comunque delle opportunità, si tratta solo di coglierle e coltivarle. Ma può un fiore resistere alla lava pulsante e incandescente o un seme diventare frutto nei roghi e nelle spine? Può un uomo, una persona, un detenuto, un condannato, un’anima, trasformare il magma in acqua e annaffiare un sogno che diventi realtà, che si realizzi in libertà, che si sprigioni in bene e bellezza? Mi è stato detto che serve tempo. Ma il tempo potrebbe far evaporare le pozzanghere, non gli oceani quando il dolore è immenso, non i fiumi di lava palpitante, quando la sofferenza brucia senza sosta come un fuoco gelido nell’anima.
Non è una questione di ampiezza, ma di spessore, di profondità, di fuoco che arde incessantemente.
Ma può una persona placare l’angoscia e orientarsi nel fumo e nei gas allucinogeni che abbagliano la nostra vista con miraggi sterili e infruttuosi? Prima di precipitare in questo luogo che non auguro a nessuno, pensavo di essere pronto, ma non lo ero; e adesso che mi ci sono ficcato dentro, sento tutta la fragilità, il mio essere impreparato e totalmente impotente. Da qui la distanza con l’eterno sembra infinita.
Eppure nel momento del buio, della separazione, della prova, in questo tempo ci è richiesta una trasformazione. La luce, anche se è solo un fioco barlume è sempre presente, c’è sempre speranza.
Questa speranza è la promessa che ognuno di noi porta nel cuore. È quella ricerca incessante di vita nuova che, come acqua nascosta, scorre e scava, silenziosa e costante. Non può essere fermata, la si può momentaneamente contenere, ma troverà sempre il modo di tornare alla luce e alla vita. Anche in un tempo in cui il cielo si intride di ferro, la terra è scossa e le rocce si spaccano, siamo chiamati all’amore. E in questo mondo sotterraneo fatto solo di istanti, di adesso, di ora, nel volgere lo sguardo ai miei compagni di sventura e nel venire incontro alle loro piccole, grandi esigenze, mi sono riscoperto umano e quell’attimo di eterno che c’è nell’amore verso gli altri.
Quando si smette di essere surfisti sulle onde di lava per scottarsi il meno possibile e ci si tuffa in profondità per soccorrere l’altro ed essergli prossimo, è allora che si riemerge in un fiume che ci scola di dosso, come polvere, una lava diventata cenere. E si è alleviati da quest’acqua che diventa un balsamo ristoratore di vita e che come cascata riprecipita nell’infinito amore di Dio che ti vuole umano ovunque tu sia!
È così che su questo sentiero si può trovare tanta vita sotto forma di nuovi germogli e a loro sono grato, perché mi dicono che la vita può sempre essere feconda, anche nel dolore. L’importante è perseverare nei gesti, sinceri, di spontanea prossimità.
- “Ristretti Orizzonti” – Casa di reclusione di Padova
- “Oltre i confini” – Casa circondariale di Monza
- “CarteBollate” – Casa di reclusione di Milano Bollate
- “Ponti” – Casa circondariale di Santa Maria Maggiore e Casa di reclusione della Giudecca di Venezia
- “Cucinare al Fresco” – Casa circondariale di Como
- “Diversamente liberi” – Istituto a custodia attenuata di Eboli
- “Astrolabio” – Casa circondariale di Ferrara
- “Voci di ballatoio” – Casa circondariale di Velletri
- “Zona 508” – Casa circondariale e Casa di reclusione di Brescia
- “Non tutti sanno” – Casa di reclusione di Roma Rebibbia